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            <title>Men in black 3 ripercorre tutti gli altri capitoli</title>
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            <description>&lt;div&gt;Il tempo trascorre per tutti, pure per chi deve salvaguardare il pianeta. E non si sottrae conseguentemente nemmanco &lt;b&gt;Men In Black 3&lt;/b&gt;, terza serie del fortunato franchise cinematografico ideato da Barry Sonnenfeld nel lontano 1997 e proseguito con il secondo episodio nel 2002. Eretto sulle avventure del fumetto creato e scritto da Lowell Cunningham, vede alla sceneggiatura Etan Cohen e nei panni di produttore esecutivo niente di meno Steven Spielberg, mentre gli artisti protagonisti sono sempre Will Smith e Tommy Lee Jones, accompagnati in questa film dal bel Josh Brolin (visto in decine di opere cinematografiche, tra le quali I Goonies e più recentemente Il Grinta) e dalla valente Emma Thompson. Men In Black 3 perviene nei cinema italiani dal 23 maggio grazie alla diffusione &amp;nbsp;di Warner Bros.&lt;/div&gt;&lt;br&gt;&lt;img src=&quot;http://film-serietv.yolasite.com/blog/resources/resources/men in black 3.jpg&quot; style=&quot;width:325px;&quot;&gt;&lt;br&gt;&lt;div&gt;&lt;br&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;La storia di&amp;nbsp;&lt;a href=&quot;http://www.movieplayer.it/film/men-in-black-3_25333/&quot; target=&quot;new&quot; class=&quot;&quot;&gt;Men In Black 3&lt;/a&gt;&amp;nbsp;è un intricato groviglio temporale che implica in pratica tutti i capitoli della saga. I poliziotti K (Jones) e J (Smith) sono comunque la miglior coppia di sbirri ultra -segreti che tutela il pianeta dai tentativi di occupazione extraterrestre, ma adesso dovranno affrontare un rivale ben più energico e determinato; in effetti si parla di di Boris L'Animale (Jermaine Clement), il nuovo pericolo ultraterreno. Innovativo per modo di dire, considerando che è or ora scappato dalla prigione &amp;nbsp;di massima (forse non così tanto) sicurezza sulla Luna nel quale era prigioniero dal 1969 grazie proprio all'agente K che lo aveva fermato; il crudele Boris ha deciso di farsi vendetta, ma in un modo non consueto: desidera difatti ritornare indietro nel tempo per modificare l'andamento degli avvenimenti facendo fuori un K (Brolin) ragazzo prima che lui possa crescere e catturarlo. Arrivato a conoscenza del suo diabolico proposito, J deve obbligatoriamente recarsi nel passato, negli splendidi anni '60, per provare a salvare la vita al suo inscindibile collega ed compagno; J saprà in questo suo viaggio che ci sono dei lati nascosti nell'universo che K non gli ha mai narrato, e dai quali deriverà il destino dell'intera umanità.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Pure in questo caso il l'opera cinematografica si manifesta essere una gradevole commedia fantascientifica piena di azione, con decine di ossequi e riferimenti, e con una sfilza di battute che si riallacciano immancabilmente ai precedenti capitoli della saga. &lt;i&gt;Men In Black 3&lt;/i&gt; pertanto non è solo la narrazione di un cammino nel tempo del protagonista, ma è anche un peregrinare nel tempo per i sostenitori, che con codesta opera vedranno ricollegarsi diversi fili al primo film, in una sorta di sequenza narrativa che giunge al termine; anche se in questa varietà di lungometraggio la narrazione è sempre marginale, in tal caso occorre riconoscere che è molto ben realizzata, con scarsi errori e vuoti narrativi, e tutto si risolve in una sorta di prequel ultimo, quasi un ossimoro filmico. In breve un bel prodotto, dopo il decremento del secondo capitolo: certamente tutti gli anni passati hanno portato i propri effetti.&lt;/div&gt;</description>
            <pubDate>Wed, 13 Jun 2012 16:26:58 +0100</pubDate>
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            <title>In Dark Shadows un mix di colori dicotomici</title>
            <link>http://film-serietv.yolasite.com/blog/resources/blog/in-dark-shadows-un-mix-di-colori-dicotomici</link>
            <description>&lt;div&gt;Staff che vince non si modifica. E' sicuramente questo lo slogan di Tim Burton adoperato nella produzione di &lt;i&gt;Dark Shadows&lt;/i&gt;. Costruito sulla conosciutissima soap opera yankee degli anni sessanta ideata da Dan Curtis, l'ennesimo lavoro dell'ingegnoso di Burbank vede nuovamente collaborare il polivalente Johnny Depp (al settimo lungometraggio sotto la direzione di Burton), la consorte Helena Bonham Carter (di recente sempre presente) ed in questo caso le bellissime Eva Green e Michelle Pfeiffer. Le consuete atmosfere buie ed enigmatiche di Burton in &lt;a href=&quot;http://www.movieplayer.it/film/dark-shadows_27335/&quot; target=&quot;new&quot; class=&quot;&quot;&gt;Dark Shadows&lt;/a&gt; aderiscono precisamente ai colori sfavillanti degli anni Settanta nei quali è ambientato il film, permettendo una dicotomia di scene e colori che rappresenta senza dubbio uno dei punti di forza della pellicola.&amp;nbsp;&lt;img src=&quot;http://film-serietv.yolasite.com/blog/resources/resources/dark shadows.jpg&quot; style=&quot;width:325px;&quot;&gt;&amp;nbsp;E' il 1760 quando la famiglia inglese dei Collins con il figlio Barnabas (Johnny Depp) parte da Liverpool alla volta dell'America. Qui fisseranno la loro dimora fondando una contea, Collinsport, e costruendo la loro stupenda residenza in stile gotico. Oltre a ciò sono anche i titolari di una grande azienda ittica e questo consente a Barnabas di crescere tranquillamente divenendo poi giovani brillante a un casanova. Proprio la sua popolarità tra le donne lo tradirà quando spezzerà il cuore di&amp;nbsp;Angelique Brouchard (Eva Green),&amp;nbsp;una delle donne di servizio che poi mostrerà di essere una strega maledicendo Barnabas che in poco tempo vedrà morire genitori e fidanzata. Per questo decide di togliersi la vita ma qui scopre di essere un vampiro e quindi immortale: la gente di Collinsport inizia a perseguitarlo e lo rinchiude in una cassa da morto per poi sotterrarlo. Qui il film fa un salto di oltre duecento anni giungendo al&amp;nbsp;1972, anno in cui Barnabas ritorna fortunosamente libero. Decide così di tornare nella sua abitazione, ma al suo arrivo scopre che la sua la sua casa è irriconoscibile e ad abitarla una sua erede, Elizabeth Collins Stoddard (Michelle Pfeiffer) che ospita nella dimora strani personaggi, come la strana psichiatra (Helena Bonham Carter), la figlia hippie problematica Carolyn e il nipotino David. Ma con grande sorpresa vede che pure ciò che resta della sua azienda ittica e il mercato sono amministrate dalla cattiva Angelique, anch'essa vampiro.&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;br&gt;Con&lt;b&gt; Dark Shadows&lt;/b&gt; Tim Burton torna ai suoi inizi fatti di cultura dark e ironia e questo suffraga l'ottimo lavoro prodotto. Qualità assicurato anche dalle splendide recitazioni degli interpreti che conoscendosi a vicenda non sbagliano un colpo; in più c'è la colonna sonora che riesce a rimandare pienamente all'epoca in cui il film è ambientato.&amp;nbsp;Dark Shadows ha tutte le premesse per essere uno dei migliori film in programma in questa stagione visto che riesce a esaltare e superare la qualità sia della serie televisiva da cui è ripreso sia della Famiglia Addams. Insieme al sentimentalismo e all'ironia c'è anche un riposizionamento del vampiro che qui appare estremamente lontano da quelli di Twilight e True Blood.</description>
            <pubDate>Tue, 29 May 2012 21:20:47 +0100</pubDate>
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            <title>Chronicle le avventure di tre giovani di Seattle</title>
            <link>http://film-serietv.yolasite.com/blog/resources/blog/chronicle-le-avventure-di-tre-giovani-di-seattle</link>
            <description>&lt;div&gt;Indubbiamente l'uscita cinematografica massima della settimana è espressa da &lt;b&gt;Chronicle&lt;/b&gt;, realizzazione incondizionata anglo-americana ideata da Josh Trank e Max Landis (prole del famoso direttore artistico John) e diramato nei cinema dalla 20th Century Fox. Si tratta di un tipo così chiamato &quot;found footage&quot; (tipo The Blair Witch Project) realizzato con uno stile da falso documentario e preannunciato da una reclame virale incessante ed inedita. La troupe di Chronicle è indubbiamente novella e poco famosa, anche in considerazione del fatto che il budget programmato per il lungometraggio era alquanto esiguo, intorno ai 15 milioni di dollari, effettivamente niente per un opera di genere thriller-fantascientifico.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;La storia di&amp;nbsp;&lt;a href=&quot;http://www.movieplayer.it/film/chronicle_31425/&quot; target=&quot;new&quot; class=&quot;&quot;&gt;Chronicle&lt;/a&gt;&amp;nbsp;gravita intorno alle avventure di tre ragazzi di Seattle: Andrew, il cugino Matt e l'amico Steve. Il primo è un adolescente introverso che gironzola continuamente con la macchina da presa, con difficili episodi familiari&amp;nbsp;e inadeguato successo con gli amici e con le ragazze, risultando molte volte incalzato dei gradassi di turno e costituisce il fondamento intorno a cui prendono forma tutte le peripezie. I tre giovani una sera vedono un cratere incomprensibile al cui interno c'è una specie di artefatto che, appena viene sfiorato, emette una luminosità travolgente che li intontisce; poco tempo dopo i tre capiscono di avere ottenuto il potere della telecinesi e optano di non parlarne con nessuno. Imparano a padroneggiare i propri energici poteri e, nel momento in cui Andrew abusandone provoca un incidente, si pongono delle regole: non impiegare le facoltà contro altri esseri viventi, non dirlo e non manifestarli agli astanti. Ma ben presto le circostanze peggiorano di nuovo in ragione di Andrew, la cui ira e insoddisfazione lo conducono ad un'instabilità psichica che si palesa molto temibile, per lui stesso ma innanzitutto per gli altri, visto che il ragazzo decide di impiegare i suoi poteri per farsi giustizia di tutti e per rubare dei denari. Gli amici provano invano di farlo rinsavire e da lì in poi ci saranno scontri duri tra i super-esseri ormai in rottura.&lt;/div&gt;&lt;br&gt;&lt;span class=&quot;yui-non&quot;&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;div&gt;&lt;br&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br&gt;&lt;span class=&quot;yui-non&quot;&gt;&lt;img src=&quot;http://film-serietv.yolasite.com/blog/resources/resources/Chronicle.jpg&quot; style=&quot;width:325px;&quot; class=&quot;yui-img&quot;&gt;&lt;br&gt;&lt;span class=&quot;yui-non&quot;&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;br&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Esagerando con il found footage-mockumentary (in pieno stile Cloverfield), &lt;i&gt;Chronicle&lt;/i&gt; riesce sicuramente &amp;nbsp;ad essere una pellicola molto soddisfacente, sia da un punto di vista scenico che narrativo. Ispirandosi alla gigantesca attività fumettistica Akira, della quale richiama gli argomenti e le questioni trattate, Trank cerca di indirizzare lo sguardo su un altra faccia &amp;nbsp;dei super-eroi, distaccandosi palesemente dal mondo Marvel &amp;amp; Co. e mettendoci di fronte al grande interrogativo: cosa combineremmo noi se avessimo dei super-poteri? L'altra aspetto ben riuscito è la scelta delle scene: il direttore artistico difatti riesce a mixare bene le immagini della cinepresa di Andrew ad altre sorgenti visive, mostrandoci completamente le scene dei fanciulli senza mai distaccarsi dal genere del falso documentario. Tutto sommato, quindi, un film discreto.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br&gt;&lt;/div&gt;</description>
            <pubDate>Sat, 26 May 2012 20:14:08 +0100</pubDate>
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            <title>The Avengers i supereroi contro il supercattivi</title>
            <link>http://film-serietv.yolasite.com/blog/resources/blog/the-avengers-i-supereroi-contro-il-supercattivi</link>
            <description>&lt;p&gt;&lt;p&gt;Cosa dovrebbe temere un super-cattivo? &lt;b&gt;The Avengers&lt;/b&gt;, i combattenti più vigorosi della Terra. Con una affermazione simile Tony Stark/Iron Man (ovviamente il disinvolto Robert Downey Jr) si presenta a Loki,lo spaventoso Dio fratellastro di Thor che vuole realizzare &amp;nbsp;un crudele programma contro il pianeta Terra. The Avengers, ossia I Vendicatori, è il film appena uscito creato dalla Paramount Pictures e dai Marvel Studios ricavato chiaramente dalla mastodontica fabbrica di ispirazione che è il mondo fumettistico della Marvel Comics; annunciato già nel 2005, è giunto alla luce solo oggi, dopo aver verificato &amp;nbsp;il buon risultato dei film dedicati agli svariati componenti del gruppo, come proprio Iron Man, Hulk, Thor e Capitan America. &amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;br&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;La trama &lt;a href=&quot;http://www.movieplayer.it/film/the-avengers_24955/&quot; target=&quot;new&quot;&gt;The Avengers&lt;/a&gt; di &amp;nbsp;è palesemente fumettistica: Loki si piglia il Cubo Cosmico, un singolare utensile in grado di aprire spiragli dimensionali, per teletrasportare gli extraterrestri Chitauri, suoi alleati, da un'altro infinito. Nick Fury, capo dello S.H.I.E.L.D., stabilisce di riunire immediatamente i vari paladini che ha incontrato nella sua vita: Steve Rogers/Capitan America (Chris Evans), Bruce Banner/Hulk (Mark Ruffalo), Tony Stark/Iron Man e Natasha Romanoff/Vedova Nera (Scarlett Johansson). I quattro trovano Loki a Stoccarda e riescono a arrestarlo, ma incredibilmente appare Thor che libera il fratellastro per sottoporlo al giudizio di Asgard, procurando l'irritazione di Iron Man, che si scontra col Dio del Tuono; Capitan America riesce ad eludere il peggio, ma il gruppo di eroi inizia a bisticciare. Gli uomini padroneggiati dalla pensiero di Loki riescono ancora una volta ad affrancarlo, ammazzando anche l' Agente Coulson: tale scomparsa fa sì che gli eroi tornino ad essere uniti, riacquistando la motivazione per affrontare il nemico comune. Stark comprende che Loki vorrà perseguire un' azione esibizionistica e comprende che posizionerà il Tessaract nel punto più alto di New York, ovvero la Stark Tower; il lavoro dei Vendicatori sarà quello di scoprire l'intimidazione extraterrestre e simultaneamente impedire che il governo degli Stati Uniti usi un ordigno nucleare per annullare interamente la città con la mira di uccidere gli extraterrestri.&amp;nbsp;&lt;img src=&quot;http://film-serietv.yolasite.com/blog/resources/resources/the avengers.jpg&quot; style=&quot;width:325px;&quot; class=&quot;yui-img&quot;&gt;Tutti gli amanti di fumetti attendevano con agitazione questo nuovo blockbuster di Casa Marvel, e &lt;i&gt;The Avengers &lt;/i&gt;non ha certamente disilluso le aspettative; chiaramente pieno di azione, adrenalina ed effetti speciali, come si confà ad un film che parla di paladini, ma non difetta una buona razione di ironia ( a tratti quasi comicità, grazie principalmente all' estro di Robert Downey Jr ). Fortunatamente non c'era bisogno di adoperare la prima mezz'ora del film per introdurre i personaggi, in quanto praticamente tutti (tranne Occhio di Falco e Vedova Nera, che comunque sono marginali) erano già arcinoti grazie ai opere monografici precedenti, e quindi si passa direttamente all'azione, alla storia tachicardica e ricca di colpi ad effetto. Non aspettiamoci un capolavoro, ma due ore di intrattenimento puro e semplice; e visti i tempi, non è cosa da poco.&lt;/p&gt;&lt;br&gt;&lt;br&gt;&lt;span class=&quot;yui-non&quot;&gt;ù&lt;/span&gt;&lt;br&gt;&lt;p&gt;&lt;br&gt;&lt;/p&gt;&lt;br&gt;&lt;span class=&quot;yui-non&quot;&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;p&gt;&lt;br&gt;&lt;/p&gt;&lt;br&gt;&lt;span class=&quot;yui-non&quot;&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;p&gt;&lt;br&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;br&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;br&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;br&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;div&gt;&lt;br&gt;&lt;/div&gt;&lt;/p&gt;</description>
            <pubDate>Fri, 18 May 2012 10:09:45 +0100</pubDate>
        </item>
        <item>
            <title>Hunger: un'interpretazione realistica della questione irlandese</title>
            <link>http://film-serietv.yolasite.com/blog/resources/blog/hunger-un-interpretazione-realistica-della-questione-irlandese</link>
            <description>&lt;p&gt;Film d' esordio di Steve McQueen (no, non il personaggio del
passato cinema hollywoodiano, ma un suo omografo inglese), arriva sui grandi
schermi nostrani &lt;b&gt;Hunger&lt;/b&gt;, ben quattro anni dopo la sua produzione e la sua
proiezione al Festival di Cannes, dove fu gratificato con la Caméra d'or per la
miglior opera prima. sopraggiunge in da noi grazie alla distribuzione della
BIM, e vede come protagonista&amp;nbsp; principale
l'artista tedesco (ma naturalizzato irlandese) Michael Fassbender, apparso
precedentemente di allora solo in 300, ma protagonista poi di parecchi
successi, e che vedremo fra poco nel bramatissimo Prometheus di Ridley Scott. &lt;a href=&quot;http://www.movieplayer.it/film/the-hunger-games_29114/&quot; target=&quot;new&quot; class=&quot;&quot;&gt;Hunger
&lt;/a&gt;ha pertanto il merito di diffondere le attitudini recitative di Fassbender,
così come l'abilità registica di McQueen, che si serve nel film una forma
minimalista fatta di prolungati piani sequenza fatti da una sola ripresa
bloccata e molte elissi narrative, stile che si adatta precisamente alla storia
che&amp;nbsp;vuole&amp;nbsp;esporre.&amp;nbsp;&lt;img src=&quot;http://film-serietv.yolasite.com/blog/resources/resources/locandina_hunger.jpg&quot; class=&quot;yui-img&quot; style=&quot;width: 325px; &quot;&gt;&lt;span class=&quot;Apple-tab-span&quot; style=&quot;white-space: pre; &quot;&gt;	&lt;/span&gt;La pellicola, molto
forte nelle materie, espone la vera storia di Bobby Sands, fomentatore
militante dell'IRA (Irish Republican Army), il quale, nel 1981, guidò una
ribellione pacifica dentro il carcere di Long Kesh nella quale era carcerato;
l'insurrezione finì in un sabotaggio dell' igiene, col progetto estremo di
conquistare, dal governo inglese, lo stato di prigionieri politici. E il
direttore artistico sfoggia senza giri di parole le tremende condizioni in cui
stavano i vari prigionieri, non indugiando su scene che esibiscono&amp;nbsp; le celle tristi e straripanti di feci, o su
altre&amp;nbsp; scene che rivelano un Bobby Sands
scarnificato dalla fame. Ma l'effettiva punta di diamante della pellicola è
centrata in una infinita scena in piano sequenza di ben 22 giri di lancetta
nella quale il detenuto parla e si confronta con un sacerdote (Liam Cunningham)
esibendogli il suo punto di vista e le giustificazioni e che lo hanno spinto a
questo dissenso; un dialogo sincero, straziante, quasi sopra le righe che
rapisce lo spettatore catapultandolo direttamente nella prigione, assorbito in
toto dall' interpretazione superlativa&amp;nbsp;
dei due protagonisti, dal loro dibattito teologico che va anche al di
sopra di loro stessi, rendendoli quasi due fantocci nelle mani di questioni più
grandi.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Il grande merito di &lt;i&gt;Hunger &lt;/i&gt;è quello di fornire una
interpretazione realistica non cadendo in giudizi nè positivi nè negativi sui
protagonisti e sull'episodio; addirittura Sands è entra in scena dopo quasi
mezz'ora di film, dopo gli episodi di altri due detenuti, utilizzate per
presentare le condizioni di miseria in cui accadono i fatti riferiti. Oltre
quella memorabile scena di cui sopra, i dialoghi sono ridotti al minimo indispensabile,
lasciando tutta la forza comunicativa alle sole immagini ed alla splendida
fotografia di Sean Bobbitt. Un film che incomprensibilmente era rimasto nel
dimenticatoio per quattro anni, necessariamente da guardare per farsi un'idea
su una materia problematica e dura come la questione irlandese.&lt;p&gt;&lt;/p&gt;&lt;/p&gt;</description>
            <pubDate>Sun, 13 May 2012 22:02:15 +0100</pubDate>
        </item>
        <item>
            <title>Warehouse 13 fantascienza allo stato puro</title>
            <link>http://film-serietv.yolasite.com/blog/resources/blog/warehouse-13-fantascienza-allo-stato-puro</link>
            <description>&lt;p&gt;Finita da poco la terza stagione di &lt;i&gt;Warehouse 13&lt;/i&gt;,
telefilm&amp;nbsp;americano&amp;nbsp;&amp;nbsp;di natura fantascientifica prodotto da Universal Media
Studios e divulgato dal rete tematico SyFy dal 2009; da noi l'abbiamo assaporato finora sul digitale terrestre Steel e su Rai4, ritagliandosi
istantaneamente una buona percentuale di mercato. Sbocciata dal pensiero di
Jane Espenson e Brent Mote, negli USA &lt;a href=&quot;http://www.movieplayer.it/serietv/warehouse-13_2004/&quot; class=&quot;&quot;&gt;Warehouse 13&lt;/a&gt; ha avuto addirittura il
terzo maggior debutto del canale dalla sua nascita.&amp;nbsp;&amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp;&amp;nbsp;&lt;img src=&quot;http://film-serietv.yolasite.com/blog/resources/resources/warehouse_13.jpg&quot; class=&quot;yui-img&quot; style=&quot;width: 325px; &quot;&gt;&lt;/p&gt;&lt;br&gt;La storia&amp;nbsp;
descrive&amp;nbsp;&amp;nbsp;le avventure di Myka
Bering e Peter &quot;Pete&quot; Lattimer, due spie dei servizi segreti
americani spostati dal governo in una luogo decentrato misterioso, la cui
sussistenza è nascosta alla popolazione comune: il Warehouse 13, ovverosia un
deposito molto singolare nel quale il Governo degli americano ammassa e
registra tutti gli &quot;artefatti&quot; con inverosimili doti miracolose, che
se arrivassero in mani sbagliate potrebbero compromettere il sorti del genere umano rimessa fu fabbricato nel 1914 da Thomas Edison, Nikola Tesla e
Maurits Cornelis Escher, e fa seguito agli altri costruiti nel corso del tempo
in diverse&amp;nbsp; regioni del mondo (a partire
da Alessandro Magno, proseguendo per i tanti imperi della millenni, terminando
a Londra fino al 1913). Artie Nielsen è l' amministratore e conduttore del
rimessa, con l' aiuto&amp;nbsp; di Leena, l'
assistente il cui compito è di comunicare le attività ai superiori, denominati
&quot;reggenti&quot;, ovvero una sotto-organizzazione super-segreta che vigila sulla sicurezza del warehouse.
Durante della prima serie si aggrega Claudia Donovan, che reclama il sostegno di
Artie per riavere il fratello imprigionato in una squarcio&amp;nbsp; spazio temporale prodotto dalle innovative&amp;nbsp;&amp;nbsp;prove&amp;nbsp;
che il ragazzo, proprio in coppia con Artie, esercitava su un artefatto.
Non poteva non esistere l'antagonista, MacPherson, un ex-collega di Artie che
riesce nell' intenzione&amp;nbsp;di trafugare
svariati artefatti; nel corso del secondo anno, MacPherson viene freddato
addirittura dal rinomato narratore H.G. Wells, che era stato un poliziotto
del magazzino 12 negli anni precedenti e che era stato obbligato in una sorta di limbo (bronzato), in quanto presunto
infido. Si dimostra tra l'altro che Wells è effettivamente una femmina, e viene
reintegrata al avoro; nel finale della seconda stagione, però, l'agente
Wells sottrae un pericolosissimo artefatto cercando di annientare la specie umana, e viene fortunatamente bloccata da Artie e Myka, che la
mettono al fresco nuovamente.&lt;br&gt;&lt;p&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;Il fama di &lt;b&gt;Warehouse 13&lt;/b&gt;, e le questioni trattate, hanno
provocato ad un triplo crossover con l'arrivo di un altra serie di fantascienza e mistery
Eureka, anch'essa mandata in onda dal rete televisiva SyFy. I buonissimi ascolti
hanno persuaso la produzione a creare una quarta stagione che vedrà la luce
nella prossima etstate; e per fortuna, aggiungiamo noi, perché una
telefilm di fantascienza che non si prende troppo sul serio e che aggiunge una
buona porzione di umorismo e di avventura a materie senza dubbio&amp;nbsp; bislacche ma appassionanti. Chi di noi non ha
quantomeno una volta immaginato su cose incomprensibili&amp;nbsp; e potenti appartenuti a personaggi del
passato?&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;/p&gt;</description>
            <pubDate>Thu, 10 May 2012 10:23:40 +0100</pubDate>
        </item>
        <item>
            <title>Un film mai banale: To Rome With Love</title>
            <link>http://film-serietv.yolasite.com/blog/resources/blog/un-film-mai-banale-to-rome-with-love</link>
            <description>

&lt;p&gt;Passati sei mesi dall'ultim opera, torna Woody Allen con il
suo &lt;i&gt;To Rome With Love&lt;/i&gt;. Come apertamente detto nell’ intitolazione, il film è
stato filmato interamente&lt;span style=&quot;mso-spacerun:yes&quot;&gt;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;a Roma e vede
il ritorno della star&lt;span style=&quot;mso-spacerun:yes&quot;&gt;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;statunitense pure
in nel ruolo di attore, 6 anni dopo Scoop; e, appurato che siamo in materia di
ricomparse clamorose, &lt;a class=&quot;&quot; href=&quot;http://www.movieplayer.it/film/nero-fiddled_29770/&quot; target=&quot;new&quot;&gt;To Rome With Love&lt;/a&gt; segna anche la ritorno di Roberto
Benigni a distanza di quasi sette anni dalla sua ultima pellicola La tigre e la
neve. Filmato in un set protettissimo ed pubblicizzato con plurimi titoli
diversi, la pellicola è uscita nelle sale il 20 Aprile, ben 6 mesi prima della
data che era stata immaginata inizialmente e rappresenta pure l' occasione di
sentire Leo Gullotta come nuovo doppiatore di Woody Allen, dopo la scomparsa
del grandissimo Oreste Lionello, sua voce da sempre.&amp;nbsp; &lt;br&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;Il pellicola riprende le novelle del Decameron di Boccaccio
(in realtà uno dei titoli previsti era Bop Decameron) e si compone di quattro
avvenimenti tutti collocati nella metropoli italiana. &lt;img src=&quot;http://film-serietv.yolasite.com/blog/resources/resources/To-Rome-with-Love.jpg&quot;&gt;&amp;nbsp; Nella prima situazione
riconosciamo Alec Baldwin nell’aspetto di John, uno stimato architetto
americano che si trova&lt;span style=&quot;mso-spacerun:yes&quot;&gt;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;in ferie a Roma,
dove si è già trovato a vivere nella sua giovinezza. Girellando per le vie in
cui aveva vissuto, fa la conoscenza di Jack (Jesse Eisenberg), in cui rivede se
stesso da giovane; non solo fisicamente, ma altresì per una vicenda intrigante
: in realtà Jack casca&lt;span style=&quot;mso-spacerun:yes&quot;&gt;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;follemente&lt;span style=&quot;mso-spacerun:yes&quot;&gt;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;attratto di Monica (Ellen Page), la splendida
e erotica amica di Sally, la sua partner , e questo avvenimento accende penosi
ricordi nel cuore di John. Nello stesso istante arriva a Roma un regista di
opera ormai in pensione, Jerry (Woody Allen), in compagnia della coniuge
Phyllis (Judy Davis), giunti per conoscere Michelangelo (Flavio Parenti), il
fidanzato| compagno| ragazzo| partner| moroso} italiano della loro figlia
Hayley (Alison Pill). Sorprendentemente, Jerry scopre&lt;span style=&quot;mso-spacerun:yes&quot;&gt;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;che il padre di Michelangelo, Giancarlo (il
tenore Fabio Armiliato), di mestiere titolare di pompe funebri, in verità canta
delle arie in maniera eccellente; suddetta rivelazione lo persuade a ridare
impulso alla sua carriera, con l' aspirazione di appoggiare le capacità&lt;span style=&quot;mso-spacerun:yes&quot;&gt;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;eccezionali di Giancarlo. Sempre a Roma abita
Leopoldo Pisanello (Roberto Benigni), un soggetto genuino e molto pesante che
una mattina inaspettatamente apprende di essere divenuto, a sua insaputa, uno
degli individui più importanti d'Italia, e si ritrova perseguitato da
fotoreporter e da giornalisti che gli domandano opinioni su qualsivoglia tema.
Da ultimo c'è il fatto di Antonio (Alessandro Tiberi), giovane di provincia
giunto a Roma per provare&lt;span style=&quot;mso-spacerun:yes&quot;&gt;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;di fare colpo
sui suoi parenti fortemente religiosi e moralisti mostrandogli la nuova coniuge
Milly (Alessandra Mastronardi), nell’aspettativa di riuscire ad avere un buon
incarico in nella città eterna; trovandosi lontani loro malgrado per un
giornata, delle vicissitudini inducono Antonio a far passare un'estranea per
sua sposa (Penelope Cruz) invece Milly accoglie le approcci della star del
cinema Luca Salta (Antonio Albanese).&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;b&gt;To Rome With Love&lt;/b&gt; è uno profilo dettagliato di modi di vivere
speciali, mai banale, nella tipica e caratteristica tecnica di scrittura e di
registrazione di Woody Allen; una città viva, così come lo sono sempre le città
esposte dal regista statunitense, da New York a Parigi, procedendo per
Barcellona e Londra. A volte parrebbe un film &quot;turistico&quot;, e
dicerto&lt;span style=&quot;mso-spacerun:yes&quot;&gt;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;strizza l' occhio a siffatto
aspetto, ma contemporaneamente ci consegna delle storie mai dozzinali, dei
viste insoliti e diverse ilarità ; non sarà più l' artefice di Manhattan o di
Io &amp;amp; Annie, ma merita sempre e comunque il costo del biglietto.&lt;/p&gt;

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            <pubDate>Fri, 04 May 2012 18:28:02 +0100</pubDate>
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            <title>Titanic 3D un lavoro di livello eccellente</title>
            <link>http://film-serietv.yolasite.com/blog/resources/blog/titanic-3d-un-lavoro-di-livello-eccellente</link>
            <description>&lt;div class=&quot;yui-wk-div&quot;&gt;Per l’occorrenza del centenario della sventura delle acque, è presente al grande schermo&lt;b&gt; Titanic 3D&lt;/b&gt;, proposizione della fantastica riuscita di James Cameron del 1998. Questa rappresenterà indubbiamente l'eventualità, per tutti coloro che non ne avessero avuto modo nel 1997, di vedere uno degli spettacoli più cari di sempre sul grande schermo: in ogni modo perfino coloro che lo avesse valutato positivamente &amp;nbsp;nel 1997, verrà certo tentato dalla possibilità di gradire la recente tecnica del 3D, finalmente perfezionata, su uno spettacolo che costituiva già uno splendore di effetti speciali. E non avranno indubitabilmente scontenti : la revisione digitale mostra le foto luminose e nitide quasi se fossero state fatte recentemente e particolarmente il lavoro fatto sul 3D è effettivamente di eccellente livello , indubbiamente la più buona riproposta compiuta fino ad oggi, e non poteva essere diversamente, standovi implicato il creatore di Avatar. E se la meraviglia del 2010 è l’incipit del 3D nativo, &lt;a href=&quot;http://www.movieplayer.it/film/titanic-in-3d_31537/&quot; target=&quot;new&quot; class=&quot;&quot;&gt;Titanic 3D&lt;/a&gt; assume innegabilmente il comando del 3D convertito.&amp;nbsp;&lt;img src=&quot;http://film-serietv.yolasite.com/blog/resources/resources/Titanic 3D.jpg&quot; style=&quot;width:325px;&quot; class=&quot;yui-img&quot;&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class=&quot;yui-wk-div&quot;&gt;&lt;br&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class=&quot;yui-wk-div&quot;&gt;È doveroso di citare il riassunto ? Vabbè, probabilmente per i meno adulti : l'esploratore Brock Lovett vorrebbe portare alla luce un prezioso che dovrebbe essere collocato nel rottame del fantastico Titanic, ma al suo posto recupera piuttosto un’effigie di una giovane signora con addosso il gioiello ricercato. L’effigie illustra Rose Dawson Calvert, la quale arriva dal team &amp;nbsp;di ricercatori insieme alla nipote; nella vecchia donna rispuntano tutti i pensieri di quel tremendo evento e delle esperienze che caratterizzarono la sua vita di giovane agiata destinata consorte di un industriale . In quel viaggio cerca di ammazzarsi ma viene dissuasa dal bel &amp;nbsp;Jack, un ragazzo squattrinato che vagabonda in terza classe; i pensieri del legame d'amore che incomincia fra i due si confondono con gli avvenimenti angosciosi delle ore del naufragio dell'inaffondabile, fino all’epilogo struggente. La raffigurazione raffigura perciò il solo ricordo di Rose, attraverso i cui occhi ripercorriamo il naufragio.&lt;/div&gt;&lt;div class=&quot;yui-wk-div&quot;&gt;&lt;br&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class=&quot;yui-wk-div&quot;&gt;Le riprese girate da Cameron in Titanic negli anni '90 risultano espedienti già per un 3D totale, lunghe associate a foto ferme, con lunghi piani sequenza dell’imbarcazione, maggiore protagonista del film accanto a Di Caprio e alla Winslet. E se già nel 1997 eravamo appunto &quot;inseriti&quot; nell’imbarcazione, a seguito della rimasterizzazione la sensazione è molto accresciuta, facendo diventare il tutto un'esperienza realmente piacevole ed trascinante. Un piccolo appunto sulla giovane coppia di star: riosservando Leonardo Di Caprio e Kate Winslet giovanissimi, si conosce il motivo per il quale i due abbiano avuto professioni così rilevanti, giungendo anche all’ottenimento dei Golden Globe e degli Oscar (la Winslet, Di Caprio solo nominato). Infatti se il successo ha vinto 11 Oscar su 14 ed ha guadagnato 1,8 miliardi di dollari evidentemente qualsiasi elemento che lo costituivano era perfetto; e &lt;i&gt;Titanic 3D&lt;/i&gt; avvalora che trascorsi 15 anni il successo &amp;nbsp;è tuttora impeccabile.&lt;/div&gt;&lt;div class=&quot;yui-wk-div&quot;&gt;&lt;br&gt;&lt;/div&gt;</description>
            <pubDate>Fri, 20 Apr 2012 11:36:46 +0100</pubDate>
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            <title>Act of valor una produzione a quattro mani</title>
            <link>http://film-serietv.yolasite.com/blog/resources/blog/act-of-valor-una-produzione-a-quattro-mani</link>
            <description>&lt;img class=&quot;yui-img&quot; src=&quot;http://film-serietv.yolasite.com/blog/resources/resources/act%20of%20valor.jpg&quot; style=&quot;width:325px;&quot;&gt;Perviene nei cinema&amp;nbsp; del nostro paese &lt;b&gt;Act Of Valor&lt;/b&gt;, proiezione diretta a quattro mani dai registi Mike McCoy e Scott Waugh. Qual' è la novità offerta da suddetta pellicola? Presumibilmente neanche una, ad esclusione della grandissima verità nelle scene dei conflitti, verità assicurata grazie ad effettivi ex soldati nel cast. Malaguratamente il residuo appare squisitamente oratoria e promozione convenzionalmente a stelle e strisce; Act Of Valor non apparirà certamente nella storia del cinema, a dispetto dell'impegno tecnico e registico da non minimizzare.&lt;br&gt;&lt;br&gt;Fodato su &quot;atti di valore&quot; davvero accaduti, &lt;a class=&quot;&quot; href=&quot;http://www.movieplayer.it/film/act-of-valor_31212/&quot; target=&quot;new&quot;&gt;Act Of Valor&lt;/a&gt; narra le vicissitudini di un gruppo d'elite dei Navy SEAL, che viene paracadutato nella foresta vergine del Costa Rica con l'incarico di liberare la poliziotta Morales, tenuta imprigionata dal più pericoloso&amp;nbsp; narcotrafficante sulla terra Christo, malvivente&amp;nbsp; ucraino in combutta con l'eversore ceceno Abu Shabal, colpevole di un atto terroristico all' ambasciata statunitense nelle Filippine. D'ora in poi il team speciale sarà implicato in un' intervento intercontinentale orientata a fermare&amp;nbsp; un clan di estremisti&amp;nbsp; musulmani che vorrebbero realizzare degli attacchi sediziosi nelle più importanti metropoli americane. &lt;br&gt;&lt;br&gt;La complicazione di &lt;i&gt;Act Of Valor&lt;/i&gt; è che, a dispetto delle fatiche nel far conseguire tutto verosimile, intercalando ingredienti propri del cortometraggio in una struttura di finzione, il risultato è un ibrido che non soddisfa alcuno: innegabili i riferimenti all'ambito dei videogame (e non casuale è la gratitudine alla Electronic Arts), con scene in soggettiva che rimandano ai maggiori&amp;nbsp; exploit&amp;nbsp; del pianeta videogame, così come è visibile l'esperimento di realizzare una sorta di Top Gun aggiornato a Call Of Duty e al mondo di Bourne. I modelli delle pellicole di guerra che si rispetti sono tutti ben vivi: il congedo strappa lacrime alla consorte gestante, il messaggio all' erede neonato del commilitone scomparso in conflitto, il rito funebre con tutti gli onori. Il tutto è però inasprito dal fatto che, impiegando dei veri Navy SEALS che attori non sono, non è stato dato loro neanche un appoggio con una sceneggiatura all' altezza, non portando per cui nessuna funzione emozionale viene dalle immagini che scorrono. Esattamente come in un videogame, si corre il rischio di aspettare solamente la battaglia seguente, non interessandosi minimamente della trama, della disamina psicologica degli interpreti principali e dei nemici, delimitando il tutto a un abusato  duello tra &quot;bene contro male&quot;. La pellicola&amp;nbsp; risulta per cui ampollosa, manichea fino alla pesantezza: patria, onore, dovere, etica, famiglia, amicizia e null'altro. Considerato anche l'investimento fatto&amp;nbsp; dalla produzione nel confezionare il film, si acclara un' occasione sfuggita, a meno di non voler consegnare ad ogni spettatore un joypad per immedesimarsi ulteriormente.&lt;br&gt;</description>
            <pubDate>Wed, 18 Apr 2012 15:12:31 +0100</pubDate>
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            <title>American Horror Story: la serie ama scendere nel torbido della psiche</title>
            <link>http://film-serietv.yolasite.com/blog/resources/blog/american-horror-story-la-serie-ama-scendere-nel-torbido-della-psiche</link>
            <description>Giunta in tv nel 2011 ed appena conclusa, la prima serie di &lt;i&gt;American Horror Story &lt;/i&gt;ha assolutamente avuto il pregio di frammentare critica e pubblico. Invero la serie horror statunitense al suo esordio, ha avuto un gradimento tendenzialmente positivo dalla critica e un ottimo raffronto di spettatori; la prima uscita è stata la più seguita di tutti i tempi sulla rete FX. Ideata da Ryan Murphy e Brad Falchuk, artefici di altisonanti consensi come Nip/Tuck e Glee, American Horror Story ha spinto l' emittente televisiva a mantenere le riprese della seconda annata il cui inizio è vagheggiato per l'autunno del 2012. Infatti gli ascolti si sono mantenuti ottimi per tutta la prima parte; la puntata finale ha conseguito ben 3,22 milioni di persone, tanti quanti la premiére. &lt;img src=&quot;http://film-serietv.yolasite.com/blog/resources/resources/American%20Horror%20Story.png&quot;&gt;&lt;br&gt;&lt;br&gt;Big della prima ciclo è la nucleo familiare Harmon, costituito dallo psichiatra Ben, dalla bella moglie Vivien e dalla frenetica , giovinetta adolescente&amp;nbsp; Violet. Gli Harmon di &lt;a class=&quot;&quot; href=&quot;http://www.movieplayer.it/serietv/american-horror-story_2597/&quot; target=&quot;new&quot;&gt;American Horror Story&lt;/a&gt; si sono da pochissimo spostati da Boston a Los Angeles alla ricerca di un nuovo inizio per irrobustire&amp;nbsp; il loro rapporto familiare, di recente squassato da un infedeltà di Ben con una giovane studentessa. Al loro sbarco a Los Angeles, però, incocceranno in nuovi incidenti. Sin da subito intuiscono che i passati padroni della loro nuova ed misteriosa residenza , una coppia omosessuale, sono morti tra le mura casalinghe in apparenza a causa di un omicidio/suicidio. La loro vicina di dimora Constance e sua figlia Adelaide, sofferente&amp;nbsp; di sindrome di Down, ambedue ex locatari della casa, divengono abituali e detestati ospiti. Moira O'Hara è viceversa la loro nuova donna di servizio anch'essa legata al passato della residenza, che al genere maschile si propone giovane e accattivante mentre le femmine la intravedono come una donna attempata e tetra. Si tratta invero di uno degli spiriti che invadono l'alloggio. Ben inizia a incontrare i suoi degenti all'interno della casa, usufruendo una delle molte stanze come ufficio. Uno in particolare, un giovane psicopatico di nome Tate Langdon, fa la conoscenza di Violet, di cui immediatamente si invaghisce. Anche Tate è un spirito della residenza, oltre che figlio di Costance. Da qui la vicenda si dipana, con assurdi accidenti, uccisioni, altri spettri ed episodi arcani.&lt;br&gt;&lt;br&gt;&lt;b&gt;American Horror Story&lt;/b&gt; mescola a livello illustrativo e dal punto di vista stilistico svariati caratteri distintivi della genere : abitazioni infestate e freaks paurosi, muovendo continuamente l'equivocità dal mondo del sovrannaturale ai diavoli interiori. Intrecciando paure quotidiani, segreti, malesseri e perversioni, American horro story sceglie di scendere nel fango della persona, con tonalità erotiche&amp;nbsp; considerevolmente evidenziate che prendono l’occasione al fine di evidenziare una attenzione morbosa per il corpo umano, sia esso storpiato o preso in una mossa di soddisfazione da attività sessuale. Sono l’atmosfera soffusa e&amp;nbsp; il difetto di consolazione allorchè successivamente ad un’apparizione si accendono le luci, ad appassionare&amp;nbsp; nello svolgimento del mistero, pure se questo causa addentrarsi sempre con piu forza nel sotterraneo del genere umano. La serie abitualmente pecca di discontinuità illustrativa, le scene appaiono come avvenimenti slacciati tra di loro, soloinparte levigate dalle prestazioni magistrali di Jessica Lange, tuttavia il meglio è proprio questo. farsi pilotare in sequenza alivellodistile ottime, disgiunte fra&amp;nbsp; di loro tuttavia&amp;nbsp; imbevute di passionalità deviazioni ed ambientazioni lugubri .&lt;br&gt;&lt;br&gt;</description>
            <pubDate>Fri, 06 Apr 2012 10:20:51 +0100</pubDate>
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