Il tempo trascorre per tutti, pure per chi deve salvaguardare il pianeta. E non si sottrae conseguentemente nemmanco Men In Black 3, terza serie del fortunato franchise cinematografico ideato da Barry Sonnenfeld nel lontano 1997 e proseguito con il secondo episodio nel 2002. Eretto sulle avventure del fumetto creato e scritto da Lowell Cunningham, vede alla sceneggiatura Etan Cohen e nei panni di produttore esecutivo niente di meno Steven Spielberg, mentre gli artisti protagonisti sono sempre Will Smith e Tommy Lee Jones, accompagnati in questa film dal bel Josh Brolin (visto in decine di opere cinematografiche, tra le quali I Goonies e più recentemente Il Grinta) e dalla valente Emma Thompson. Men In Black 3 perviene nei cinema italiani dal 23 maggio grazie alla diffusione  di Warner Bros.



La storia di Men In Black 3 è un intricato groviglio temporale che implica in pratica tutti i capitoli della saga. I poliziotti K (Jones) e J (Smith) sono comunque la miglior coppia di sbirri ultra -segreti che tutela il pianeta dai tentativi di occupazione extraterrestre, ma adesso dovranno affrontare un rivale ben più energico e determinato; in effetti si parla di di Boris L'Animale (Jermaine Clement), il nuovo pericolo ultraterreno. Innovativo per modo di dire, considerando che è or ora scappato dalla prigione  di massima (forse non così tanto) sicurezza sulla Luna nel quale era prigioniero dal 1969 grazie proprio all'agente K che lo aveva fermato; il crudele Boris ha deciso di farsi vendetta, ma in un modo non consueto: desidera difatti ritornare indietro nel tempo per modificare l'andamento degli avvenimenti facendo fuori un K (Brolin) ragazzo prima che lui possa crescere e catturarlo. Arrivato a conoscenza del suo diabolico proposito, J deve obbligatoriamente recarsi nel passato, negli splendidi anni '60, per provare a salvare la vita al suo inscindibile collega ed compagno; J saprà in questo suo viaggio che ci sono dei lati nascosti nell'universo che K non gli ha mai narrato, e dai quali deriverà il destino dell'intera umanità.

Pure in questo caso il l'opera cinematografica si manifesta essere una gradevole commedia fantascientifica piena di azione, con decine di ossequi e riferimenti, e con una sfilza di battute che si riallacciano immancabilmente ai precedenti capitoli della saga. Men In Black 3 pertanto non è solo la narrazione di un cammino nel tempo del protagonista, ma è anche un peregrinare nel tempo per i sostenitori, che con codesta opera vedranno ricollegarsi diversi fili al primo film, in una sorta di sequenza narrativa che giunge al termine; anche se in questa varietà di lungometraggio la narrazione è sempre marginale, in tal caso occorre riconoscere che è molto ben realizzata, con scarsi errori e vuoti narrativi, e tutto si risolve in una sorta di prequel ultimo, quasi un ossimoro filmico. In breve un bel prodotto, dopo il decremento del secondo capitolo: certamente tutti gli anni passati hanno portato i propri effetti.